“Lacca Atomica (Overdose di Futuro)”

scritto da Beppe Tritone
Scritto 24 ore fa • Pubblicato 3 ore fa • Revisionato 3 ore fa
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Autore del testo Beppe Tritone

Testo: “Lacca Atomica (Overdose di Futuro)”
di Beppe Tritone

Nel 1991 il futuro cambiò pettinatura.

Prima era alto, gonfio, profumato di lacca e vanità.
Poi si schiacciò. Si fece unto. Si mise una camicia di flanella e smise di sorridere.

Gli Hair Disaster non lo seppero.

Io sì.

Io sono il Metal Queen II.
Tour bus. Motore stanco. Memoria lunga.
Ho trasportato rockstar, illusioni e una volta anche un lama tibetano che voleva diventare batterista.

Ma loro… loro erano diversi.

Li incontrai in un parcheggio dietro un locale che si chiamava Neon Vomit.
Il nome era onesto.

Rex Vanity scese per primo. Occhiali a specchio anche di notte.
Guardava il mondo come se fosse un pubblico, e il pubblico come se fosse in ritardo.

«Questo è il nostro anno», disse.

Era già passato.

Dietro di lui, Lenny Sparks. Chitarrista. Capelli così alti che disturbavano il traffico aereo.
Accarezzava la chitarra come se fosse una promessa che non avrebbe mantenuto.

Snake, bassista. Silenzioso.
Aveva capito tutto, ma troppo tardi.

Crash, batterista.
Non parlava. Contava.

Sempre.

«Portaci in giro», disse Rex.
«Facci diventare immortali.»

Io accesi il motore.
Non per loro.

Per vedere come finiva.

Prima tappa: Sleepy Joe’s Paradise.
Non era un paradiso. Joe non dormiva. E il pubblico neanche.

C’erano cinque persone.
Tre sbagliate.
Una persa.
Una addormentata.

«Spacchiamo tutto», disse Rex.

Suonarono come se davanti avessero centomila anime.
Non ce n’era neanche una intera.

Lenny fece un assolo lungo come un errore.
Crash picchiava come se dovesse convincere qualcuno.
Snake suonava come se chiedesse scusa.
Rex gridava contro un tempo che non rispondeva più.

Fuori, nel parcheggio, c’era un ragazzo con una camicia di flanella.

Non entrò.

Ascoltò da lontano.

E se ne andò.

Io lo riconobbi.

Era il futuro.

Dopo il concerto, Rex sputò per terra.
«Pubblico di merda.»

«No», dissi io, anche se nessuno mi ascolta mai quando parlo davvero.
«Epoca sbagliata.»

Quella notte dormirono nel bus.
Io no.

I bus non dormono.
I bus ricordano.

E io ricordai una cosa:

le band non capiscono mai quando il mondo ha già cambiato canzone.

Continua…



“Lacca Atomica (Overdose di Futuro)” testo di Beppe Tritone
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